Thief
Tutti conoscevano il piccolo elfo e molti sapevano che era un ladro. Qualcuno avrebbe voluto prenderlo e rinchiuderlo in prigione per sempre, ma la maggioranza non si curava molto di lui. In fondo non rubava né denaro, né gioielli. Rubava piccoli oggetti, cose che forse attiravano in qualche modo la sua attenzione: un boccale colorato, una rosa di stoffa ad esempio.
Naturalmente rubava il cibo che gli era necessario a vivere: le uova da un pollaio, il merluzzo steso a seccare su una finestra, i frutti maturi di un albero, cose così, cose senza importanza che la gente gli avrebbe comunque donato in cambio di una canzone. Sì perché il piccolo elfo aveva la voce di un angelo e avrebbe potuto diventare ricco se avesse intrapreso la professione del cantastorie. Ma farlo avrebbe significato cantare quello che la gente voleva sentire, leggiadre e romantiche canzoni d'amore anche nei giorni in cui nuvole nere si addensavano nel suo animo oppure ballate tristi e struggenti magari proprio quando le sue labbra non riuscivano a trattenere una risata.
Avrebbe dovuto portare il suo canto là dove i ricchi contavano le monete e non avrebbe più potuto risvegliarsi baciato dalla rugiada. Così continuava a rubare per restare libero e gli unici che sentivano il suo canto erano il sole, la luna e le stelle e tutti i piccoli animali che dividevano con lui il cammino sulla terra.
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